L’arte italiana torna a casa

21 reperti di opere d’arte di età classica conservati al Metropolitan Museum di New York, saranno rimpatriati in Italia, dopo che la procura americana ha messo sotto sequestro.

Le opere tutte acquisite dal museo in circostanze poco chiare, di un valore complessivo di 10 milioni di dollari, a cui si aggiungono 3,2 milioni di dollari di valore per le 6 opere che nella stessa operazione verranno restituite all’Egitto.

Otto di questi beni italiani, il Metropolitan li ha acquistati dalla galleria d’arte di Gianfranco Becchina, mercante d’arte siciliano con sede operativa in Svizzera.

Dalle dichiarazioni dei giudici emerge che Becchina deve gran parte della sua ricchezza al saccheggio di reperti archeologici, in gran parte trafugati dal sito siciliano di Selinunte per mezzo di tombaroli e verosimilmente con il beneplacito di Cosa Nostra.

E qui arriva anche l’acquisto del Metropolitan, che comunque si difende dicendo che Becchina è stato incriminato solamente dopo le trattative che li hanno visti comprare i reperti italiani, tra i quali spiccano la testa colossale in marmo di Atena del 200 a.C. e una «kylix», una coppa da vino greca in terracotta attribuita al Pittore di Villa Giulia del 470 a.C.

La cerimonia di restituzione è la terza in meno di un anno. La prima nel dicembre scorso. Nell’ambito del più grande accordo di restituzione stretto tra i due Paesi, circa 200 reperti archeologici tornati in Italia nel dicembre dello scorso anno. Il valore complessivo fu di circa 10 milioni di dollari. 

La seconda restituzione si è avuta a luglio scorso con 142 opere d’arte stimate circa 14 milioni di dollari.

@Cristian de Filippo

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